Un sistema visivo tra rituale e materia
Per Terra Morgana abbiamo costruito un’identità capace di rendere visibile ciò che nasce come percezione: un luogo sospeso tra natura, simbolo e trasformazione.
Partendo dalla filosofia del progetto, abbiamo sviluppato un sistema visivo e narrativo completo — logo, palette, tipografia e segni grafici — costruito attorno al concetto di portale, inteso come soglia tra esterno e mondo interiore.
Il logo e il monogramma diventano elementi generativi: da questi segni nasce un linguaggio modulare fatto di pattern, cornici e strutture visive che attraversano tutti i touchpoint del brand.
Il portale, con il suo bagliore, diventa il pittogramma identitario: una presenza ricorrente che guida lo sguardo e costruisce continuità narrativa.
La tipografia si muove tra espressività e controllo: un font principale dal carattere distintivo dialoga con uno secondario più neutro, garantendo equilibrio tra identità e leggibilità.
La palette cromatica richiama elementi naturali e sensoriali — tramonti, vegetazione, profondità — costruendo un immaginario coerente e immersivo.
L’identità si estende in modo organico: dalle etichette del vino alle superfici, dal digitale agli spazi fisici, mantenendo sempre una forte componente materica e simbolica.
Un sistema fluido, progettato per adattarsi e durare.
Un’identità che non si impone, ma si attraversa.
Partendo dalla filosofia del progetto, abbiamo sviluppato un sistema visivo e narrativo completo — logo, palette, tipografia e segni grafici — costruito attorno al concetto di portale, inteso come soglia tra esterno e mondo interiore.
Il logo e il monogramma diventano elementi generativi: da questi segni nasce un linguaggio modulare fatto di pattern, cornici e strutture visive che attraversano tutti i touchpoint del brand.
Il portale, con il suo bagliore, diventa il pittogramma identitario: una presenza ricorrente che guida lo sguardo e costruisce continuità narrativa.
La tipografia si muove tra espressività e controllo: un font principale dal carattere distintivo dialoga con uno secondario più neutro, garantendo equilibrio tra identità e leggibilità.
La palette cromatica richiama elementi naturali e sensoriali — tramonti, vegetazione, profondità — costruendo un immaginario coerente e immersivo.
L’identità si estende in modo organico: dalle etichette del vino alle superfici, dal digitale agli spazi fisici, mantenendo sempre una forte componente materica e simbolica.
Un sistema fluido, progettato per adattarsi e durare.
Un’identità che non si impone, ma si attraversa.